Valvarrone

Valvarrone

La valle del torrente Varrone è la parte più aspra e suggestiva della sponda orientale del Lario, ed i monti che la dividono dalla Valtellina costituiscono la catena più elevata del territorio lecchese. Questa valle è addossata ai monti Legnone e Legnoncino ed è percorsa dal torrente omonimo che dai monti sopra Premana va a sfociare nel lago, a Dervio. La parte bassa della valle è un territorio omogeneo per storia e tradizioni ed appare quindi appropriata la recente costituzione dell’Unione dei Comuni della Valvarrone. I quattro comuni che ne fanno parte e cioè Introzzo, Sueglio, Tremenico e Vestreno, contano complessivamente poco meno di mille abitanti. L’economia di questa parte della valle è sempre stata povera e l’emigrazione era abituale anche secoli or sono, ma la particolare posizione orografica del territorio può favorire lo sviluppo del turismo. I paesi della valle sono un ottimo punto di partenza per facili escursioni alla portata di tutti lungo le antiche strade militari, attraverso pascoli e boschi di larici con angoli naturali di particolare bellezza da cui si godono splendidi panorami. Camminando per le strette viuzze dei paesi sembra invece di fare un salto indietro nel tempo con il sapore antico dei ballatoi in legno, dei tetti di ardesia e delle donne ancora intente presso secolari lavatoi.

Vestreno

E’ il primo paese che si incontra, salendo da Dervio, lungo la strada della Valvarrone. È un villaggio d’antiche case di pietra con tetti in pioda e strette strade. Sta quasi abbarbicato sulle pendici della montagna e si presenta in parte con vecchie case alternate a quelle rimodernizzate, con vicoli tortuosi e ripide scalette tra casa e casa. Parte integrante del Monte d’Introzzo, poi feudo dei Dal Verme e possedimento degli Sfondrati, Vestreno deve rivolgersi per la parrocchiale a Sueglio, ma in compenso ospita una serie di servizi gestiti in consorzio con gli altri Comuni, recentemente ha avuto un buon sviluppo con la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi ed un moderno centro sportivo. Il paese è punto di partenza di sentieri che conducono al Santuario della Madonna di Bondo e ai nuclei rurali Piaz, Fopp e Vercin, interessanti per escursioni a piedi o in mountain-bike.

Sueglio

È un grazioso paese attraversato da numerose e pittoresche viuzze e raccoglie, sulle pendici della montagna, eleganti edifici barocchi. Se è vero che il capoluogo della Valvarrone è Introzzo, è altrettanto vero che Sueglio ebbe una grossa importanza: sorge qui, infatti, la chiesa parrocchiale alla quale fanno riferimento anche le comunità di Introzzo e Vestreno. E’ dedicata a San Martino e anche questo ci ricorda come un tempo Sueglio fosse una località di rilievo nella mappa dei presidi longobardi. Qui sorgeva, infatti, una torre di guardia e, sul monte Legnoncino, una cappelletta dedicata a San Sfirio, un santo il cui culto risale all’epoca longobarda. Da Sueglio è possibile raggiungere diverse località, tra cui il laghetto di Artesso dove un sentiero che passa dal Rifugio Bellano porta ai Roccoli Lorla. Camminando lungo questo tracciato s’incontrano ancora le vecchie trincee e postazioni della linea Cadorna realizzate durante la Prima Guerra Mondiale che recentemente sono state sistemate per renderle visitabili. Scendendo dal laghetto di Artesso fino a quota 1100 circa, si arriva invece a Sommafiume, un nucleo abitato principalmente durante il periodo estivo.

Introzzo

Introzzo è paese antico, addirittura con parti arcaiche, che rispecchia la severità della valle intorno, fra boschi di faggi e larici. Caratteristica la chiesa di S. Antonio a lato di un’ Era (aia) fra rocce e terrazze. Il nome risale al Medioevo quando tutta questa terra era chiamata Mont’Introzzo e si riferiva all’intera Valvarrone.insieme agli altri paesi di Tremenico, Sueglio e Vestreno, testimoniando l’importanza del paese, ancor oggi indicato come il capoluogo di questa vallata. Chiunque, forestiero, decidesse di fermarsi in paese per qualche tempo doveva pagare una tassa di soggiorno, un “introgium”. E doveva pagarlo anche chi assumeva una carica pubblica. Il toponimo sembrerebbe così spiegato. Il paese è costituito da antiche case costruite in blocchi di pietra grigia, poco distanti l’una dall’altra, affacciate su viottoli acciottolati. Introzzo ha sempre patito un certo isolamento se si pensa che una strada vera e propria fu costruita per ragioni militari solo durante la Prima Guerra Mondiale. Da segnalare sono anche le località di Lavadee e dei Roccoli Lorla poste fra il monte Legnoncino ed il Legnone, luoghi di villeggiatura e punti di partenza per interessanti escursioni.

Tremenico

Pur facendo parte della Valvarrone, Tremenico fa storia a sé rispetto agli altri paesi, ed in effetti ha una sua parrocchiale sin dal 1367, mentre gli altri tre Comuni valvarronesi appartengono alla parrocchia di S.Martino. Vi si arriva da Vestreno passando per Introzzo, prima del paese si supera il profondo burrone della Caùrga. Tremenico è un caratteristico borgo di pietra, un grande voltone immette nella piazza di S. Agata con la chiesa dalla bella facciata. L’attività che da sempre ha caratterizzato questo paese è quella delle miniere di cui restano oggi solo alcune cave di feldspati che impiegano poche persone. Alcuni storici sostengono che già al tempo dei Galli e dei Romani esistessero cave di ferro sulle pendici della montagna. È un antico paese costituito da vecchie case di pietra, adorne d’antiche formelle e d’affreschi baroccheggianti, ravvicinate le une alle altre, dove ancora vivi sono sia il dialetto assai caratteristico, sia la consuetudine di sfoggiare nelle feste l’antico costume tradizionale la “stampade”. Anche la frazione di Avano, situata sulla via per Pagnona, conserva qualche casa antica, di cui una è caratteristica per un gigantesco affresco del Seicento di soggetto religioso che ne orna la facciata. Si pensa che qui sorgesse la Torre che sorvegliava l’entrata nella Comunità di Monte Introzzo. La valle non offriva lavoro e l’emigrazione è stata massiccia verso il Veneto, il Piemonte, la Toscana e Roma. I valligiani che preferirono restare nella valle vivevano dell’allevamento del bestiame; a testimonianza di quest’attività, al di fuori dell’abitato c’è ancora un agglomerato di casette rustiche e di stalle chiamati “Fenile”, nucleo rurale recentemente restaurato interessante da visitare. Nei primi anni del ‘900 la scoperta sul versante meridionale della valle di cave di feldspati, silicati di alluminio, sodio, calcio e potassio ha allargato gli orizzonti dell’economia locale. Infatti, l’apertura nel 1907 e lo sfruttamento di queste miniere per la macinazione del caolino ha dato lavoro a nuove braccia. Da Tremenico, parte la strada carrabile per raggiungere i Roccoli Lorla ed il suo omonimo rifugio, con i sentieri per la salita al Monte Legnoncino e al Monte Legnone.

fonte testi dervio.org